
La campagna Anfal rappresenta uno dei capitoli più oscuri della storia irachena contemporanea: una strategia sistematica di repressione e sterminio contro i curdi, condotta dal regime di Saddam Hussein nel 1988, con uso di armi chimiche e violenze di massa. Un evento spesso rimosso dal dibattito pubblico.
Sebbene nella memoria collettiva sia rimasto impresso quasi esclusivamente il ricordo dell’invasione dell’Iraq da parte degli Stati Uniti e della NATO, con tutte le conseguenze che ciò ha comportato, raramente ci si ricorda che fino al 2003 il regime di Saddam Hussein si è comportato a sua volta come invasore e carnefice nei confronti di altre nazioni e popoli.
Oltre all’invasione del Kuwait nel 1990, andrebbe ricordato anche lo sterminio che subirono i curdi iracheni verso la fine degli anni ’80 per mano delle truppe del regime baathista. Per capire la portata dell’evento e le sue conseguenze, ci viene in aiuto un’analisi pubblicata dall’Ariel University Center for the Research and Study of Genocide.
La tragedia dell’Anfal
A restare impressa nella memoria del popolo curdo è stata in particolare una campagna militare conosciuta come “Anfal” (dal nome dell’ottava sura del Corano), protrattasi all’incirca dal febbraio al settembre 1988.
Venne portata avanti impiegando armi chimiche e prendendo di mira la popolazione civile in tutta la regione del Kurdistan iracheno. Dopo aver cacciato i curdi dai loro villaggi, il regime li radunò in accampamenti e, in alcune aree del Kurdistan, procedette a giustiziare tutti gli uomini e a seppellirli in fosse comuni. In taluni casi, tutte le donne e i bambini di determinate aree furono giustiziati.
Tra le ragioni di questa campagna vi era il desiderio di arabizzare la regione di Kirkuk, anche perché si tratta di un’area ricca di petrolio e che all’epoca era a maggioranza curda, per collegarla maggiormente al resto dell’Iraq.
Il contesto storico
L’Anfal ebbe luogo verso la fine della guerra Iran-Iraq, protrattasi dal 1980 al 1988, nella quale i due principali partiti politici dei curdi iracheni, il Partito Democratico del Kurdistan e l’Unione Patriottica del Kurdistan, si schierarono con l’Iran.
Il Kurdistan iracheno divenne una zona dove il regime del partito Ba’ath non era più in grado di esercitare pienamente la propria autorità.
Nel 1987, grazie a un considerevole aiuto da parte degli americani, l’Iraq riuscì a ribaltare le sorti della guerra. Saddam incaricò suo cugino Ali Hassan al-Majid, segretario generale dell’ufficio settentrionale del Ba’ath iracheno dal 1987 al 1989, di riprendere il controllo della regione del Kurdistan.
Al-Majid iniziò rapidamente a portare avanti attacchi con armi chimiche e bombardamenti aerei — per i quali si guadagnò il soprannome di “Ali il chimico” — per scacciare i curdi dai loro villaggi, che una volta svuotati dei loro abitanti vennero rasi al suolo.
All’inizio del 1988, il regime riconquistò le aree più facilmente raggiungibili e condusse un censimento. Al-Majid decretò che i curdi ancora residenti nelle aree controllate dai peshmerga, le milizie curde indipendentiste, non sarebbero stati idonei a rientrare a meno che non abbandonassero quelle aree.
Secondo un report di Human Rights Watch, coloro che si opponevano all’autorità del regime vennero bollati come “sabotatori”, e in quanto tali privati dei loro diritti. Queste decisioni posero le basi per la campagna dell’Anfal, che ebbe inizio il 23 febbraio 1988.
Inserisci la tua mail per non perdere nessuno dei contenuti di InOltre. Ogni volta che pubblicheremo qualcosa sarete i primi a saperlo.
*Iscrivendoti alla nostra newsletter accetti la nostra privacy policy
Il massacro
Dopo devastanti attacchi chimici iniziali contro il quartier generale di una delle milizie curde, i curdi e i loro alleati iraniani lanciarono un attacco contro la città di Halabja, vicino al confine tra Iran e Iraq.
Gli iracheni risposero con un attacco chimico contro la città. Circa 5.000 persone, per lo più civili, morirono per esposizione al gas nervino.
Questa fu la prima operazione Anfal, seguita da altre sette operazioni, ciascuna delle quali rivolta a una specifica regione controllata dai curdi. Ognuna iniziò con un attacco chimico mirato, che portò alla fuga in massa dei civili dai loro villaggi verso le aree controllate dal regime.
La maggior parte dei civili venne radunata dalle truppe filogovernative e inviata al centro di smistamento principale nella base di Topzawa.
Nelle due operazioni contro l’area intorno a Kirkuk, il regime portò avanti massacri su vasta scala. Gli uomini curdi in età compresa tra i 15 e i 60 anni furono allontanati verso i luoghi delle esecuzioni, secondo la testimonianza di alcuni sopravvissuti.
Donne e bambini vennero per lo più detenuti, in condizioni estreme, in una prigione nel sud dell’Iraq.
Per quanto riguarda il bilancio delle vittime, i numeri variano notevolmente a seconda della fonte. I curdi hanno stimato circa 182.000 morti, mentre la maggior parte delle valutazioni indica un intervallo tra i 60.000 e i 70.000.
I processi successivi
Dopo la caduta del regime di Saddam Hussein nel 2003, in seguito all’invasione dell’Iraq da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati, vennero avviati processi contro i responsabili dell’Anfal.
I procedimenti si svolsero nel 2006 presso l’Alto Tribunale Iracheno, istituito con il supporto degli Stati Uniti. Cinque imputati furono condannati. Un altro venne assolto per mancanza di prove.
Saddam Hussein fu incriminato anche per l’Anfal, ma venne giustiziato prima che il processo si concludesse, a seguito della condanna in un precedente procedimento relativo a un massacro di sciiti durante la guerra Iran-Iraq.
Ali Hassan al-Majid, ritenuto il principale responsabile dello sterminio dei curdi, venne invece giustiziato nel 2010.

Il Club InOltre nasce per creare una community tra chi InOltre lo scrive, chi lo legge e chi lo sostiene. È il desiderio di creare punti di incontro digitali e, quando possibile, anche fisici – dove scambiarsi idee, discutere, conoscersi da vicino.
Un Club che unisce tutti quelli che contribuiscono alla buona riuscita d’InOltre e al suo successo.
InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.
Grazie per il vostro supporto!
Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.
Codice Iban: IT55A0306909606100000404908



Scopri di più da InOltre
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

16.000 curdi sterminati con quelle famose armi chimiche che non sono mai esistite (del resto non sono mai esistite neppure le camere a gas, né gli stupri e tutto il resto del 7 ottobre, quindi di che stupirsi?)