Il voto del parlamento europeo sugli aiuti militari all’Ucraina ha disvelato, si fa per dire, un partito trasversale che li vorrebbe interrompere questi aiuti. Anzi, per la verità, questo partito, che allinea esponenti di destra e di sinistra, fin dai primi giorni dell’invasione russa avrebbe lasciato gli ucraini al loro tragico destino, senza muovere un dito. Riflettendoci, cosa hanno in comune tutti coloro i quali si dannano per chiedere di smettere d’inviare aiuti militari all’Ucraina? E no, cerchiamo di essere seri, non è il pacifismo. Molti di questi hanno accreditato i mostruosi atti di violenza gratuita perpetrati da Hamas il 7 ottobre come “un legittimo atto di resistenza”. Per non dire dei “patrioti” alla Salvini che ha più volte difeso i vigilantes che si fanno giustizia da soli a schioppettate. È evidente che per costoro in particolari circostanze le armi possono essere usate eccome. No, decisamente non è il pacifismo. E allora cosa? Per conto mio, condividono la valutazione sui motivi ed il contesto dell’invasione russa che non giudicano come un atto criminale ed unilaterale. Le motivazioni sono diverse: ai sovranisti Putin è sempre piaciuto, alla sinistra Putin non piace ma il suo attacco al modello occidentale a guida americana, lo rende un compagno di strada. La Russia, per costoro, magari avrà sbagliato nei modi, ma le sue istanze di restaurazione degli equilibri della fu guerra fredda sono in qualche modo comprensibili e di conseguenza negoziabili. Chi si oppone a questo disegno lo fa soprattutto per sudditanza nei confronti dello strapotere americano. E la libertà e l’indipedenza degli ucraini? Una pretesa fuori luogo, dato il contesto. Non può stupire, date le premesse, che il novello gauchiste Conte, Tarquinio e Strada si siano ritrovati a votare come i Patrioti orbaniani e la Lega di Salvini. Non stupisce che gli uni e gli altri siano, a modo loro, indifferenti alla coraggiosa resistenza degli ucraini. La loro priorità è darla vinta a Putin e sancire, una volta per tutte, la debolezza del mondo occidentale. Altro che armi all’Ucraina.
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Magari qualche elettore se ne ricorderà alle prossime elezioni!! La speranza è l’ultima a morire