2 pensieri su “25 aprile: storia di una festa che i comunisti da sempre considerano “roba loro”

  1. Ormai è inutile aspettarsi qualcosa di diverso da certi ambienti politici e culturali: la propaganda e la manipolazione dei fatti hanno preso il sopravvento e alimentano un circolo vizioso quasi impossibile da liberare.
    E’ brutto constatare questo con cortei separati che vanno ad indicare una netta spaccatura tra associazioni e cittadini, ma bisogna prenderne atto.
    Forse servirebbe semplicemente ricordare certi eventi ignorando e non lasciando il monopolio della giornata a costoro (è quello che vogliono, rimanere sempre in primo piano per i loro scopi e quello dei loro beniamini al di sopra), senza scordare però l’importanza di continuare ad esporre le proprie idee e non facendosi intimidire denunciando i soprusi.

  2. andrebbe anche considerato lo svuotamento di ANPI, di fatto per ragioni meramente anagrafiche, i partigiani che iscritti che hanno partecipato alla resistenza sono ormai pochi. Chi sono quindi i nuovi tesserati? Persone della sinistra radicale, che hanno di fatto occupato una sigla che ha un prestigio e un peso “posizionale” ancora enorme nella società , e che Vione usata com clava ideologica, ma che di fatto non rappresenta più i caduti nella resistenza, ma semplicemente un gruppo radicale che ha usurpato e usa un “brand” (perdonatemi la modernità ma. per capirsi) molto pesante per azzerare il dibattito. Quindi un ragazzo di 25 anni può insultare chiunque in un corteo perché è “un iscritto al’ANPI”, questa che è ormai una truffa semantica andrebbe molto sottolineata.

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